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CIPPO DI S.ANTUONO, PERCHÉ  LO CELEBRIAMO?

lifestyle

I falò di buon auspicio per il nuovo anno

Il 17 di gennaio festeggiamo ‘o cippo ‘e Sant’Antuono, una festività molto sentita nella nostra regione, ovvero i festeggiamenti in onore del santo del fuoco e protettore degli animali: Sant’ Antonio Abate.

“A festa ‘e Sant’Antuono è n’alleria ‘e suoni ‘e ‘sti guagliune a pazzia’. Dicenne tutt’a gente ‘e ‘sti paise ‘Jamme a verè a festa e n’anno fa’”

Ancora oggi i vicoli della città di Napoli si riempiono di “cippi”: piccoli o grandi falò che illuminano le strade mentre le persone calano da finestre e balconi oggetti di scarto per alimentare i fuochi di buon auspicio per l’anno nuovo.

Ma da dove nasce questa credenza?

Leggenda narra che Sant’Antonio fosse sceso negli inferi con il suo maialino per rubare il fuoco e donarlo agli uomini. La fiamma si pensava infatti che purificasse e allontanasse malattie e malocchi nell’anno appena iniziato. 

Il Santo, riconosciuto dai demoni, non fu ben accolto e gli venne ritirato il bastone. Il maialino però, riuscì ad intrufolarsi nell’inferno creando un grande caos. Fu così che Sant’Antonio disse ai diavoli “se volete che lo faccia star buono, dovete ridarmi il bastone“.

Allora glielo resero, ma non si trattava di un normale bastone! Conteneva un midollo spugnoso che una volta acceso continuava ad ardere internamente senza che si vedesse nulla all’esterno. 

Quando furono fuori Sant’Antonio alzò il bastone infuocato in segno di benedizione e lo donò all’umanità.

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